Per decenni avere un’auto ha significato una cosa sola: comprarla. Oggi non è più così scontato. Tra noleggio a lungo termine, formule in abbonamento e car sharing, sempre più persone e aziende usano un’auto senza esserne proprietarie. I numeri del settore raccontano una trasformazione in corso, ma non nella direzione che molti si aspettavano.
Un’auto nuova su tre nasce a noleggio
Secondo il 25° Rapporto ANIASA, l’associazione che rappresenta le aziende del noleggio, nel 2025 il noleggio ha pesato per il 34% delle immatricolazioni in Italia: più di un’auto nuova su tre. La flotta a noleggio a lungo termine, già a metà 2025, aveva superato 1,3 milioni di veicoli.
Il cliente tipo resta l’azienda, ma i privati crescono: sempre secondo ANIASA, i clienti privati del noleggio a lungo termine sono arrivati a circa 185.000, in aumento del 4%.
Perché piace il noleggio
Le ragioni sono abbastanza semplici da capire anche per chi non è del mestiere: una rata fissa che include assicurazione, manutenzione e bollo, niente anticipo importante, niente pensieri sul valore dell’auto quando la si cambia. Per un’azienda c’è in più la possibilità di gestire la flotta come un costo prevedibile.
E il car sharing?
Qui la storia è opposta. Il car sharing, che pochi anni fa sembrava il futuro della mobilità urbana, è in forte calo: secondo lo stesso rapporto, i noleggi sono scesi da circa 13 milioni nel 2019 a meno di 4 milioni, e la flotta si è ridotta di circa il 70%.
In sintesi: le persone non stanno rinunciando ad avere un’auto “propria”. Stanno cambiando il modo di averla.
Cosa cambia nella vita dell’auto
Un’auto a noleggio ha una vita più movimentata di un’auto di proprietà. Viene consegnata al cliente, va in officina per la manutenzione programmata, a volte viene sostituita con un’auto di cortesia, a fine contratto torna indietro e riparte per un nuovo cliente. Ogni passaggio è uno spostamento da organizzare, e ogni passaggio è un momento in cui lo stato del veicolo va verificato e documentato.
Per chi lo fa di mestiere
Per noleggiatori, concessionari e gestori di flotte, più auto non di proprietà significa più consegne, più rientri e più trasferimenti tra sedi. È un lavoro che cresce insieme al mercato, ma che raramente è il cuore del business: spesso viene coperto con personale interno tolto ad altro, o con soluzioni improvvisate. Ed è proprio nei passaggi di consegna, quando nessuno documenta bene, che nascono le contestazioni sui danni.
Come funziona con RUNDII
RUNDII nasce per questi momenti: consegne al cliente, rientri, trasferimenti tra sedi. Un maggiordomo RUNDII ritira il veicolo e lo porta a destinazione, con un verbale firmato al ritiro e alla consegna. Le aziende hanno un codice cliente e un’area riservata per gestire tutti i movimenti.
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Fonte dei dati: 25° Rapporto ANIASA (maggio 2026) e comunicato ANIASA del 27 ottobre 2025.